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Tratto da Mondo Agricolo Veneto
A Rubbio nessuno ormai vive coltivando sedano, ma non c'è famiglia che non abbia nel suo orto questo prodotto, che rappresenta il principale motivo di orgoglio e vanto per la piccola frazione del comune di Conco, in provincia di Vicenza. Rubbio si trova sulla strada che da Bassano sale all'Altopiano di Asiago: un minuscolo paese a 1057 mt sul livello del mare, di soli 300 abitanti, ma molto attivi e intraprendenti, tanto che la festa dell’8 settembre, giorno della Natività di Maria, dedicata, guarda caso, al sedano bianco, è una delle manifestazioni più apprezzate del territorio. Ma questa è anche una zona frequentata da quanti amano la bellezza del paesaggio pedemontano, con i suoi sentieri, ove si possono trascorrere ore a passeggiare in mezzo alla natura: nelle giornate limpide si possono ammirare le Pale di S. Martino, le vette Feltrine e le Dolomiti.

foto di Andrea Deplano
Come detto, uno dei fiori all’occhiello della piccola comunità è la coltivazione del sedano, che viene praticata con successo dai primi del 900, grazie alla tipicità del suolo e al clima, che alterna ai rigori invernali, toccasana contro tante malattie, estati asciutte e ventilate. Se ne ricava un sedano di montagna di personalità, capace di distinguersi da quelli prodotti altrove, eccellente comprimario di tante insalate e minestre, ma anche sorprendente protagonista di altre ricette.
Le virtù terapeutiche del sedano (Apium graveolens L.) erano conosciute fin dall'antichità: già 1.000 anni prima di Cristo, infatti, le opere di alcuni autori greci, quali l'Odissea di Omero, contenevano riferimenti all'utilizzo di questa pianta come erba medicinale. Nel Medioevo, la badessa Ildegarda di Bingen considerava il sedano una panacea contro ogni male. Oltre a possedere proprietà diuretiche e digestive, il sedano tonifica il sistema nervoso e stimola le ghiandole endocrine, in particolare le surrenali. Grazie all'abbondante contenuto di sodio, potassio e calcio, svolge poi un'azione rimineralizzante. Inoltre, per la presenza di nitrati, favorisce la depurazione del sangue ed è consigliato contro i reumatismi, la gotta e le coliche renali. Il sedano è considerato anche un eccellente afrodisiaco. In cosmesi si usa il succo, che rende luminosa la pelle e svolge una spiccata azione cicatrizzante. In cucina, invece, come accennato, questo ortaggio può fornire ottimi succhi aperitivi (unito a limone o carota), ottime insalate, minestre facili e assai veloci, ottimi piatti di mezzo.
Il Sedano di Rubbio, famoso per le sue doti culinarie e mediche, è inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari definiti tradizionali dalle regioni. La colorazione bianca si ottiene grazie a un particolare processo: fuori terra, infatti, rimane della pianta solo il ciuffo apicale di un verde brillantissimo; i gambi, invece, vengono fasciati e riuniti in unico cilindro e continuamente rincalzati con la terra, in modo da impedire la penetrazione della luce che provocherebbe la sintesi clorofilliana e conseguentemente la loro colorazione verde. "Gerla piena di sedano sulle spalle – si legge in un articolo apparso su "Il Giornale di Vicenza" -, uomini e donne di Rubbio da secoli scendevano a vendere la loro specialità a Breganze, Thiene, Marostica e Bassano. La fama dell'ortaggio era forte ma geograficamente compressa. Ci fu chi pensò, in occasione della trasferta a Vicenza per la festa della "Madona dei Oto" (l'8 settembre, festa della Natività della Vergine) di portarsi appresso anche del sedano da vendere, unendo così l'utile al dilettevole. La trovata si rivelò una cassa di risonanza formidabile e il sedano di Rubbio non conobbe più confini".
L’ 8 settembre, quindi, è diventata naturalmente anche la data della "Sagra del Sedano", una delle manifestazioni più antiche dell'altopiano dei 7 Comuni, un appuntamento che abbina aspetti religiosi al divertimento e alla valorizzazione dei prodotti locali. Oltre alla mostra dei vari campioni dell'ortaggio e agli stand gastronomici nei quali viene proposto il sedano in "tutte le salse", la parte agronomica prevede, dopo un’attenta valutazione da parte di tecnici e conoscitori, la premiazione dei migliori cespi presentati a concorso. |